Perché il Kungfu

Il Kungfu è perfetto per tutti, ma soprattutto per le donne perché incorpora innatamente le forze interna, fisica e mentale. Da alle donne un senso di consapevolezzaa del loro corpo e mente simultaneamente ed un senso di rinforzamento dovuto alla realizzazione di rispetto di se stesse generato da questa unione. Viene sviluppato il controllo di sè, un senso di pace con se stesse. La donna che è consapevole del proprio potere fisico-mentale è in grado di sviluppare quell’ empatìa che viene naturale alle donne. La donna che rispetta sé stessa e gli altri, è a minor rischio di essere abusata, tanto meno di essere passiva-aggressiva,  il che può essere causa di abuso da altri.

Tutto questo si ottiene attraverso la pratica di forme
(sequenza di movimenti che usano l’ intero corpo, così come la mente) incorporando anche la respirazione ai movimenti. Le forme, fatte correttamente, non sono solo un esercizio fisico, ma anche una forma di meditazione diventando un' espressione naturale del corpo.
Questa combinazione di movimento fisico, stimolo mentale e respirazione crea l’ unione del corpo con la mente, la sensazione di benessere e potenziamento.

Sifu Elizabeth Bright

"Visto in modo puramente psicologico, la pratica in ciò che di solito è definito "arte virile" fa sentire le persone più a casa in sé stessi, molto meno difensivi e forse meno aggressivi. Il modo in cui affrontiamo i sentimenti elementali di rabbia e paura determina essenzialmente che genere di persona diventeremo. Considerando Aristotele, mi spetterebbe dire di più circa la paura, ma non penso sia necessario uno psicologo come Freud per capire che molte persone sono bloccate dalla loro rabbia imbottigliata nel loro ego. Nella nostra società espressioni di rabbia sono più un taboo piuttosto che impulsi di libidine. Ancora, mentre l'industria dello spettacolo continua a crescere, c'è parecchia furia intorno a noi. Ho allenato lottatori, spesso donne, che trovano estremamente liberatorio imparare che possono colpire, tirare un pugno, esprimere della collera, e che nessuno morirà di conseguenza.
E siamo chiari, la vita è piena di colpi. Necessita di robustezza e determinazione. Ci sono pochi posti migliori del ring per ricevere lezioni concentrate nel disperato bisogno di essere in grado di assorbire punizioni fisiche e andare avanti, e scaricare pugni. Si dice talvolta che la lotta, più che altri sport, ha avuto funzione di metafora di vita. Oltre alle possibilità di riempimento di sé, la lotta può anche contribuire alla nostra vita morale.
Aristotele offre un elenco delle virtù morali che include, tra le altre qualità, temperanza, giustizia, orgoglio, cordialità e sincerità. Ogni semestre quando insegno etica, sprono i miei studenti a generare le loro proprie liste di virtù. "Quali", chiedo, "sono i tratti che collegate con l'aver personalità?" Tolleranza, gentilezza, rispetto di sé, creatività, sono quelli più scelti, ma di solito è solo con un po' di incitamento che anche il coraggio viene preso in considerazione. E ancora, il coraggio sembra assolutamente essenziale per condurre una vita morale. Dopo tutto, se non si ha grinta, non si sarà in grado di sopportare i propri giudizi morali. Fare la cosa giusta spesso richiede allontanarsi dai nostri interessi immediati. Spesso comporta sacrifici a cui non prestiamo molta attenzione, a volte amicizie, o lavori; a volte, come nel caso di Socrate, anche le nostre vite stesse. Fare questi sacrifici è impossibile senza coraggio."


(estratto da Boxing Lessons, Gordon Marino, New York Times)